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Radicolopatia cervicale: quando il dolore dal collo si estende al braccio

La radicolopatia cervicale è una condizione neurologica causata dall’irritazione o dalla compressione di una radice nervosa nella zona cervicale della colonna vertebrale.

Può manifestarsi con dolore che parte dal collo e si estende verso la spalla, il braccio e la mano. In alcuni casi possono comparire anche formicolio, intorpidimento, alterazioni dei riflessi o riduzione della forza muscolare.

I livelli più frequentemente coinvolti si trovano nella parte inferiore del collo, in particolare tra le vertebre C5-C6 e C6-C7.

Una condizione frequente, con un decorso generalmente favorevole

Tra le vertebre si trovano i dischi intervertebrali, strutture elastiche che consentono alla colonna di muoversi e aiutano a distribuire i carichi durante le attività quotidiane.

Ogni disco è formato da:

La radicolopatia cervicale è un problema relativamente comune. Gli studi epidemiologici riportano indicativamente tra 83 e 179 nuovi casi ogni 100.000 persone all’anno, con variazioni legate alla popolazione analizzata e ai criteri diagnostici utilizzati.[1]

Nonostante il dolore possa essere intenso e limitante, nella maggior parte dei casi il decorso è favorevole. Un miglioramento importante può verificarsi nei primi mesi e molti pazienti recuperano progressivamente attraverso il decorso naturale e un trattamento conservativo, senza dover ricorrere alla chirurgia.[2,3]

Una valutazione accurata rimane comunque fondamentale per identificare la causa, verificare la presenza di eventuali deficit neurologici e scegliere il percorso più appropriato.

Quali sono le cause?

La radicolopatia cervicale può avere diverse origini.

- Ernia o protrusione del disco cervicale

Una deformazione o una fissurazione del disco intervertebrale può irritare o comprimere la radice nervosa nel punto in cui fuoriesce dalla colonna vertebrale. Nelle persone più giovani, l’ernia del disco rappresenta una delle cause più frequenti.

- Artrosi cervicale

Con il passare degli anni, le articolazioni e i dischi cervicali possono andare incontro a cambiamenti degenerativi. L’organismo può produrre osteofiti, cioè piccole escrescenze ossee lungo i margini articolari, che possono ridurre lo spazio disponibile per il nervo.

- Stenosi foraminale

Il forame è l’apertura laterale attraverso la quale il nervo lascia la colonna vertebrale. La riduzione dell’altezza del disco, l’artrosi e la formazione di osteofiti possono restringere progressivamente questo passaggio.

La radicolopatia non dipende tuttavia sempre da una compressione puramente meccanica. Anche l’infiammazione prodotta dai tessuti circostanti può contribuire all’irritazione della radice nervosa e alla comparsa dei sintomi.[2]

Quali sono i sintomi?

La distribuzione dei sintomi dipende dalla radice nervosa interessata. La radicolopatia cervicale può provocare:

– dolore e rigidità cervicale;

– dolore alla spalla, al braccio, all’avambraccio o alla mano;

– dolore nella zona compresa tra le scapole;

– formicolio o intorpidimento del braccio e della mano;

– alterazioni della sensibilità;

– riduzione di alcuni riflessi;

– debolezza della spalla, del braccio o della mano;

– difficoltà nei movimenti fini delle dita;

– riduzione della mobilità del collo;

– aumento dei sintomi durante determinati movimenti cervicali.

Talvolta il dolore può essere percepito anche nella parte anteriore del torace. In questi casi è importante escludere preventivamente cause cardiache o di altra natura.

Non tutti i dolori che dal collo raggiungono il braccio sono dovuti a una radicolopatia. Problemi della spalla, intrappolamenti dei nervi periferici e altre condizioni possono produrre sintomi simili.

Come viene formulata la diagnosi?

La valutazione inizia con un’anamnesi approfondita e un esame clinico. Il medico analizza la distribuzione del dolore e controlla:

– sensibilità;

– forza muscolare;

– riflessi;

– mobilità cervicale;

– eventuale riproduzione dei sintomi attraverso test neurologici e ortopedici.

Quando necessario, la risonanza magnetica permette di osservare i dischi, le radici nervose e il midollo spinale. L’elettromiografia può essere utile per distinguere una radicolopatia cervicale da un problema dei nervi periferici.

Gli esami devono sempre essere interpretati insieme ai sintomi e ai risultati della visita. La presenza di protrusioni, artrosi o restringimenti nelle immagini non dimostra automaticamente che siano la causa del dolore.

Quando è necessaria una valutazione urgente?

La maggior parte delle radicolopatie cervicali può essere inizialmente affrontata attraverso un trattamento conservativo. È tuttavia necessaria una valutazione medica tempestiva in presenza di:

– perdita di forza importante o progressiva;

– difficoltà crescente nell’utilizzo della mano;

– perdita di equilibrio o alterazioni della camminata;

– rigidità o debolezza di entrambe le gambe;

– sintomi presenti contemporaneamente in entrambe le braccia;

– perdita di coordinazione;

– alterazioni improvvise del controllo della vescica o dell’intestino;

– dolore associato a febbre, trauma importante o perdita di peso inspiegabile.

Questi segnali possono indicare una compromissione del midollo spinale o un’altra condizione che richiede approfondimenti urgenti.

Come può essere utile la chiropratica?

In assenza di controindicazioni, il trattamento chiropratico può essere inserito nel percorso conservativo della radicolopatia cervicale.

L’obiettivo non è semplicemente intervenire sul punto doloroso, ma contribuire a:

– migliorare la mobilità della colonna cervicale e dorsale;

– ridurre rigidità e tensioni muscolari;

– diminuire gli stimoli meccanici che aggravano i sintomi;

– migliorare il controllo del movimento;

– favorire il recupero della funzionalità;

– aiutare il paziente a riprendere gradualmente le normali attività.

Le ricerche disponibili indicano che le terapie manuali possono contribuire alla riduzione del dolore e della disabilità nel breve e medio termine, soprattutto quando vengono inserite in un percorso che comprende anche esercizi, educazione e recupero progressivo delle attività.[4–6]

Il trattamento non è uguale per tutti. La scelta delle tecniche dipende dalla causa, dalla fase del problema, dall’intensità dei sintomi e dalle condizioni generali del paziente.

Un trattamento adattato alla fase del problema

Nelle fasi più dolorose, quando il nervo è particolarmente irritabile, possono essere utilizzate tecniche delicate e mobilizzazioni a bassa intensità.

Quando le condizioni cliniche lo permettono, il chiropratico può utilizzare aggiustamenti specifici sulla colonna cervicale o dorsale. Il trattamento della regione dorsale può essere particolarmente utile quando si desidera migliorare la mobilità complessiva senza intervenire direttamente sulla zona cervicale più sensibile.

Il percorso può comprendere:

– mobilizzazioni cervicali e dorsali;

– aggiustamenti chiropratici mirati;

– tecniche sui muscoli e sui tessuti circostanti;

– mobilizzazioni neurodinamiche;

– esercizi per la mobilità del collo;

– esercizi di controllo, forza e resistenza;

– indicazioni sulle attività quotidiane e lavorative.

In alcuni pazienti può essere utilizzata anche la trazione cervicale. La risposta varia da persona a persona e la sua utilità viene valutata durante il percorso, senza proporla automaticamente a tutti.[7]

Che cosa dice la ricerca?

In assenza di controindicazioni, il trattamento chiropratico può essere inserito nel percorso conservativo della radicolopatia cervicale.

L’obiettivo non è semplicemente intervenire sul punto doloroso, ma contribuire a:

– migliorare la mobilità della colonna cervicale e dorsale;

– ridurre rigidità e tensioni muscolari;

– diminuire gli stimoli meccanici che aggravano i sintomi;

– migliorare il controllo del movimento;

Gli studi sulla radicolopatia cervicale indicano che la manipolazione e la mobilizzazione possono offrire benefici sul dolore, sulla mobilità e sulla disabilità in pazienti adeguatamente selezionati.[4–6]

La letteratura sostiene soprattutto un approccio multimodale: i risultati migliori non dipendono necessariamente da una singola tecnica, ma dall’integrazione tra trattamento manuale, esercizi, educazione e progressiva ripresa delle attività.

Alcuni studi osservazionali hanno riportato percentuali elevate di miglioramento con protocolli chiropratici. Questi risultati sono incoraggianti, ma non rappresentano una garanzia individuale: la risposta dipende dalla causa, dalla durata dei sintomi e dalla presenza di eventuali deficit neurologici.

Per questo motivo, al Centro Sanrocco ogni trattamento viene preceduto da una valutazione medica e chiropratica approfondita.

Il percorso al Centro Sanrocco

La visita medica ha lo scopo di valutare il quadro neurologico, individuare eventuali controindicazioni e stabilire se siano necessari esami diagnostici o una consulenza specialistica.

Quando il trattamento conservativo è appropriato, il chiropratico valuta:

– mobilità cervicale e dorsale;

– postura;

– tensioni muscolari;

– forza e funzionalità neuromuscolare;

– movimenti e posizioni che influenzano i sintomi.

Sulla base dei dati raccolti viene costruito un percorso personalizzato. Le tecniche vengono adattate progressivamente alla risposta del paziente, con l’obiettivo di ridurre i sintomi e recuperare una migliore funzionalità.

In conclusione

La radicolopatia cervicale può provocare un dolore intenso e limitare le attività quotidiane, ma nella maggior parte dei casi presenta un’evoluzione favorevole e può essere inizialmente affrontata attraverso un percorso conservativo.

Una diagnosi accurata è fondamentale per distinguere la radicolopatia da altre cause di dolore al braccio, riconoscere eventuali segnali neurologici e scegliere un trattamento sicuro e appropriato.

Soffri di un dolore cervicale che si estende verso la spalla, il braccio o la mano?

Contattaci per valutare la situazione e individuare il percorso più adatto al tuo caso

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Fonti scientifiche

1. Mansfield M. et al. [*Cervical spine radiculopathy epidemiology: a systematic review*](https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/32710604/). **Musculoskeletal Care**. 2020.

2. Woods B.I., Hilibrand A.S. [*Cervical radiculopathy: epidemiology, etiology, diagnosis, and treatment*](https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/25985461/). **Journal of Spinal Disorders & Techniques**. 2015.

3. Wong J.J. et al. [*Timing of Evidence-Based Nonsurgical Interventions as Part of Multimodal Treatment Guidelines for the Management of Cervical Radiculopathy*](https://academic.oup.com/ptj/article/102/5/pzab312/6506308). **Physical Therapy**. 2022.

4. Giovannico G. et al. [*Efficacy of Spine High-Velocity Low-Amplitude Thrust Manipulations in Patients With Radiculopathy: A Systematic Review With Meta-Analysis*](https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/41002235/). **Journal of Orthopaedic & Sports Physical Therapy**. 2025;55(10):649–660.

5. Kjaer P. et al. [*National clinical guidelines for non-surgical treatment of patients with recent onset neck pain or cervical radiculopathy*](https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/28523381/). **European Spine Journal**. 2017.

6. Young I.A. et al. [*Immediate and Short-term Effects of Thoracic Spine Manipulation in Patients With Cervical Radiculopathy: A Randomized Controlled Trial*](https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/31021691/). **Journal of Orthopaedic & Sports Physical Therapy**. 2019;49(5):299–309.

7. Colombo C. et al. [*Traction Therapy for Cervical Radicular Syndrome is Statistically Significant but not Clinically Relevant for Pain Relief*](https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/33105668/). **Journal of Clinical Medicine**. 2020.

*Fonti verificate a novembre 2026.*