Molto probabilmente possiamo considerare lo stress la “malattia” del nostro secolo. Chi dice di non avere stress è molto fortunato… oppure non se ne rende conto.
In realtà, lo stress non è di per sé qualcosa di negativo: il nostro corpo non può sopravvivere senza stress. La domanda giusta, quindi, è: che cosa significa davvero stress?
Cos’è lo stress
Lo stress è la risposta del nostro organismo a tutto ciò che disturba l’omeostasi, cioè la capacità del corpo di mantenere stabile il proprio ambiente interno.
Quando questa stabilità viene messa in difficoltà, il corpo reagisce per ristabilire l’equilibrio.
L’insieme delle reazioni psicofisiologiche del corpo a uno stimolo (chiamato stressore) prende il nome di stress.
Possiamo quindi considerare lo stress come una reazione di adattamento, che richiede energia fisica e mentale.
Stress positivo e stress negativo
Quando si parla di stress, si pensa quasi sempre a quello negativo, chiamato distress.
Il distress compare quando le risorse del nostro corpo non sono sufficienti per affrontare una situazione o un evento, con conseguenze negative sulla salute.
Esiste però anche uno stress positivo, chiamato eustress.
In questo caso, lo stimolo viene percepito come una sfida gestibile e gratificante, che motiva, migliora la concentrazione e favorisce la crescita personale e il benessere.
Tipi di tress
In linea generale possiamo distinguere quattro tipi principali di stress:
La reazione del corpo secondo Hans Selye
Hans Selye, ricercatore canadese, osservò che molte malattie, indipendentemente dalla loro causa, presentavano sintomi comuni.
Scoprì così una triade di reazioni sempre presenti in condizioni di stress prolungato:
- Ingrandimento delle ghiandole surrenali (gli “organi dello stress”)
- Atrofia di timo, milza e linfonodi (componenti del sistema immunitario)
- Ulcere profonde e sanguinanti dello stomaco e del duodeno
Questa combinazione è conosciuta come triade dello stress.
La reazione di stress è un meccanismo naturale di sopravvivenza. Serve, ad esempio, a permetterci di scappare da un pericolo immediato, come essere inseguiti da un animale.
Il problema è che il nostro corpo non è progettato per vivere in uno stato di stress continuo, senza adeguati tempi di recupero.
L’accumulo dello stress
Lo stress ha un effetto cumulativo.
Anche piccoli stress, presenti in diverse aree della vita, possono sommarsi e superare la capacità di adattamento dell’organismo.
Per questo è fondamentale riconoscere le diverse fonti di stress e capire come influenzano il nostro stile di vita.
Come reagisce il corpo allo stress
Il corpo reagisce allo stesso modo a ogni tipo di stress, che si tratti di un pericolo fisico, di problemi lavorativi o di una cattiva alimentazione.
Secondo Selye, questa risposta segue tre fasi, chiamate Sindrome Generale di Adattamento:
1. Fase di allarme
Il corpo si prepara alla “lotta o fuga”.
I meccanismi di difesa si attivano rapidamente, aumentando forza, energia e velocità di pensiero.
2. Fase di resistenza
Lo stress diventa prolungato.
Il corpo cerca di adattarsi, ma le risorse iniziano a diminuire. Compaiono i primi segnali di squilibrio.
3. Fase di esaurimento
Quando l’organismo non riesce più a compensare:
- Le difese si riducono
- Compaiono patologie croniche fisiche (cardiovascolari, immunitarie)
- E disturbi psichici (burnout, ansia, depressione)
Sintomi e condizioni legate allo stress
Lo stress può manifestarsi in molti modi, tra cui:
- Asma e infezioni respiratorie ricorrenti
- Allergie stagionali
- Disturbi cutanei
- Problemi intestinali (colite ulcerosa, morbo di Crohn)
- Ulcere gastriche
- Malattie autoimmuni
- Insonnia, mal di testa, stanchezza cronica
- fibromialgia
- Aritmie cardiache
- Disturbi del ciclo mestruale
- Nei bambini: difficoltà di concentrazione, ADHD
Segnali frequenti di stress cronico
Alcuni sintomi particolarmente riconoscibili sono:
- Stanchezza persistente, presente tutto il giorno, anche dopo aver dormito
- Ipotensione posturale, con giramenti di testa passando da seduti a in piedi
- Dolori muscolari, soprattutto nella zona dorso-lombare
- Ipersensibilità alla luce, con bisogno frequente di occhiali da sole
- Dolori articolari, come mal di schiena, dolore al ginocchio o alla pianta dei piedi
- Mal di testa, spesso a fine giornata, nel weekend o dopo attività sportiva
Cosa può fare la chiropratica
Molti pazienti arrivano alla fase di esaurimento dopo aver già provato numerose terapie. In questi casi, trattamenti troppo intensi possono peggiorare i sintomi.
È quindi fondamentale valutare lo stato generale di salute del paziente e capire in quale fase della Sindrome Generale di Adattamento si trova.
Nella fase di esaurimento sono consigliate tecniche chiropratiche dolci, abbinate a un cambiamento dello stile di vita, indispensabile per il recupero.
Nel Metodo San Rocco, il protocollo della prima visita include test specifici per identificare la fase di stress del paziente e proporre un percorso mirato al ripristino dell’equilibrio e della salute.


